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As Bari, Emiliano: "In tribunale per il bene della squadra" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Gennaio 2012 19:00

Il Sindaco propone l'istanza di fallimento in costanza di campionato e ne spiega i motivi rispondendo anche ai contestatori: "Non sono l'ultimo tifoso del Bari"

 

Il sindaco di Bari Michele EmilianoBari - Dichiarazione di fallimento in costanza di campionato, per evitare di rinunciare al titolo e un giudice fallimentare capace di garantire una trattativa equa per la vendita dell'As Bari. Michele Emiliano si smarca dalla querelle sulla vendita del Bari Calcio prospettando, regolamento della Federazione gioco calcio alla mano, e chiarendo alla societa', ai tifosi e alla citta' che non puo' essere il sindaco ad occuparsi dell'intermediazione per la vendita della societa'.

IL SINDACO INTERVIENE PER IL BENE DEL BARI E RISPONDE AI CONTESTATORI - "Sarebbe una procedura di vendita che non lede la dignita' della squadra - ricorda Emiliano - anche la societa' ne avrebbe dei benefici perche' sarebbe garantita la concorrenza. Ma una cosa deve essere chiara: su che base il sindaco dovrebbe far accettare agli imprenditori un prezzo di vendita? Io a questo giochetto non mi presto ed ho vissuto alcune polemiche come un ricatto nei miei confronti". Il riferimento del sindaco e' agli striscioni apparsi in questi giorni e alle lunghe stringhe di bit su fb: "Quattro striscioni non mi fanno paura, io che sono stato sotto lo schiaffo delle pistole". Domani sera il sindaco non andra' allo Sheraton a discutere di azionariato popolare con i tifosi: "Abbiamo la fortuna di avere una tifoseria matura e passionale, che ha capacita' di autonoma riflessione, io trasformerei il tutto in una manifestazione politica". Ai Matarrese intanto Emiliano chiede di rendere pubblico il documento contabile relativo ai debiti e ai crediti della societa': "Io l'ho ricevuto, ma invito loro stessi a parlarne".

LA NOTA DI EMILIANO SU FACEBOOK 
"Ho dovuto prendere atto che la Commissione Disciplinare Nazionale della F.I.G.C. ha sanzionato con una inibizione di quattro mesi l’Amministratore Unico dott. Claudio Garzelli, e soprattutto la Società A.S. Bari Spa con la penalizzazione di 2 punti in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva, per non aver corrisposto nei  termini stabiliti dalla normativa federale (30 settembre 2011) gli emolumenti dovuti  e le ritenute Irpef relativi alle mensilità di aprile, maggio e giugno 2011.
Lo stesso legale rappresentante della società in conferenza stampa ha dichiarato: “Non siamo stati in grado di ottemperare agli obblighi perentori stabiliti dalla Lega per il pagamento degli stipendi"; "Questo episodio certifica l'urgenza di un avvicendamento societario”.
Alla luce di ciò, pur non avendo alcuna competenza in materia, chiedo, anche a nome dei tanti tifosi che più volte mi hanno sollecitato a interessarmi direttamente delle vicende della squadra, di sapere se l’attuale proprietà ha provveduto o sarà, comunque, in grado di provvedere al regolare pagamento degli impegni richiesti dalle norme federali entro il 15 febbraio, al fine di evitare di incorrere in nuove e pregiudizievoli sanzioni che, oltre ad aggravare la posizione di classifica della squadra, comporterebbero per la città di Bari e la tifoseria una nuova ulteriore mortificazione.
Qualora la situazione economico-finanziaria non dovesse consentire di provvedere alle obbligazioni assunte e, quindi, la società dovesse nuovamente dichiarare il proprio stato di insolvenza, chiedo che l’assemblea dei soci autorizzi l’Amministratore Unico a proporre istanza di fallimento presso il Tribunale di Bari.
Voglio specificare che tale dichiarazione di fallimento, così come sicuramente è noto alla proprietà della AS BARI S.p.A. e forse meno a gran parte della tifoseria e della città, non comporta automaticamente la scomparsa della squadra di calcio dal campionato di Serie B.
A tal proposito, le Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (N.O.I.F.) (cfr. all.3), prevedono la possibilità del mantenimento del titolo sportivo consentendo la permanenza nel campionato di appartenenza, la serie B appunto, se il titolo sportivo della società in stato di insolvenza viene attribuito ad altra società prima della scadenza del termine fissato per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato successivo.
A mio avviso, in presenza dello stato di insolvenza, assume fondamentale importanza, per continuare a mantenere la squadra del Bari in serie B e scongiurare il peggio, la scelta tempestiva della richiesta immediata di fallimento.
Infatti, come già avvenuto per altre società (vedi il caso del Pescara Calcio), è indispensabile richiedere tempestivamente il fallimento proprio per consentire l’esercizio provvisorio dell’attività sportiva  e il prosieguo del campionato.
Questa procedura prevede che il curatore, nel corso dell’esercizio provvisorio, assegni un valore al ramo d’azienda sportivo da porre a base d’asta in relazione a una eventuale vendita mediante procedura competitiva extraprogrammatica, soggetta ad autorizzazione del giudice delegato, in modo da abbreviare i termini e consentire ai potenziali acquirenti, a nuove società dotate di statuto conforme a quanto previsto dalla F.I.G.C. ed affiliate a quest’ultima, di richiedere il trasferimento del titolo sportivo entro il mese di giugno 2012.
In questo caso la società aggiudicataria dell’asta (cioè assegnataria del complesso aziendale della vecchia società fallita) potrà così chiedere alla F.I.G.C. il trasferimento in capo a sé del titolo sportivo. Trasferimento che dovrà passare il vaglio della Covisoc per quanto riguarda le condizioni economiche (adeguato patrimonio) e le garanzie sufficienti per il soddisfacimento degli oneri relativi al campionato di competenza.
Poste le suddette condizioni, meglio specificate nell’art. 52 N.O.I.F. la F.I.G.C., potrà essere trasferito alla società aggiudicataria il titolo sportivo di quella fallita. Pertanto, la stessa società aggiudicataria manterrebbe, senza disperdere il relativo patrimonio, i medesimi diritti derivanti dall’anzianità di affiliazione della società fallita, restando di conseguenza nella stessa categoria conquistata sul campo.
Appare evidente, invece, che un atteggiamento dilatorio nell’attestare il proprio stato di insolvenza pregiudicherebbe irrimediabilmente la possibilità che l’A.S. Bari permanga in Serie B".


[Fonte: Go Bari]