| BERGAMO, IL PROBLEMA GALIMBERTI E L’ISOLA CHE NON C’È |
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| Mercoledì 16 Marzo 2011 19:30 |
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Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questa lettera che è una vera e propria testimonianza di amicizia nei confronti di una persona vessata perché "simbolo" e personaggio più in vista di una Curva scomoda come quella bergamasca. Come dice bene la lettera, "questa non è giustizia ma è una punzione"... Ho pensato che un simile dispendio di energie e un così grande dispiego di uomini e mezzi, fosse possibile perché a Bergamo nessun altro problema fosse così grave quanto gli ultras, che a Bergamo la vita quotidiana della gente fosse scossa solo ed esclusivamente dagli ultras, e che null’altro turbasse il popolo bergamasco. Poi, leggendo i quotidiani cittadini, tutti i giorni trovo notizie di furti e rapine, spacciatori e trafficanti di droga, infiltrazioni malavitose, quartieri a rischio in città e ghetti di extracomunitari in periferia, problemi di prostituzione e trans soggiogati da protettori vari (tralascio volutamente i fatti più gravi per assoluto rispetto di quanti coinvolti), e quindi capisco che Bergamo non è l’ISOLA CHE NON C’È , che anche Bergamo ha problemi molto più gravi degli ultras, problemi che coinvolgono direttamente i cittadini, che Bergamo ha problemi di criminalità e deve convivere con delinquenti veri. E quindi perché si vuol far percepire alla gente che gli ultras in generale, e Claudio “Bocia” Galimberti in particolare, sono il problema numero uno di Bergamo ? Perché anche il maggior quotidiano cittadino vuole dare questa sensazione? Leggo tutti i giorni articoli dove si parla di qualche arresto di malviventi, ma non vedo mai nomi e cognomi di chi delinque, anche se si tratta di reati a sfondo sessuale, magari su minori, e qui sì che vorrei sapere chi sono per poter tutelare i miei figli; mentre ad ogni articolo sugli ultras leggo a caratteri cubitali il nome di CLAUDIO BOCIA GALIMBERTI con tanto di fotografia… Perché si vuole distruggere questa persona? E perché tutto quello fatto di positivo dagli ultras e da Claudio Bocia Galimberti non viene mai citato sul suddetto quotidiano? Questo ragazzo è stato PUNITO ed è stato mandato in esilio, fuori dalla sua città, lontano da tutti i suoi affetti, privato della possibilità di lavorare; da settimane vaga sull’autostrada A4, ospite alcuni giorni di amici, altri di rivali, ed altri ancora chissà dove e come, in ogni caso in continuo movimento e senza una fissa dimora. Molte persone che nulla hanno a che fare con il mondo ultras gli stanno dando una mano, e questo è bene, ma tante persone più o meno note, tanti pseudo amici che hanno usato Claudio, che hanno chiesto il suo aiuto nel coinvolgere la Curva Nord per iniziative benefiche, lo hanno lasciato solo, e questo è male. Troppo facile dirsi amici quando tutto va bene o quando si ha bisogno, difficile è aiutare l’amico nel momento di difficoltà, difficile è esporsi anche se si sa di essere nel giusto e di non avere nulla da temere da nessuno. Difficile ribellarsi pubblicamente ad un esilio assurdo, magari mandando due semplici righe di sdegno ad un quotidiano, difficile fare una telefonata di incoraggiamento sapendo che sarai ascoltato e catalogato tra gli amici del BOCIA . È vero, tutto questo è difficile, ma è da AMICI. Penso che questa PUNIZIONE, perché a mio avviso è di punizione che si tratta e non di giustizia, debba finire; io penso che Claudio abbia tutto il diritto di stare nella sua città, penso che Claudio abbia tutto il diritto di vivere quotidianamente i suoi affetti e le sue amicizie, abbia il diritto di lavorare ma soprattutto penso che Claudio abbia tutto il sacrosanto diritto di essere UN BERGAMASCO A BERGAMO
Pianengo Neroblu |







