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Che settimana sarà in casa Piacenza? Bollente è la risposta. Sembra scontato perché più o meno è da questa estate che parliamo di settimane decisive in un senso o nell'altro.
Questa volta però lo è ancora più delle altre per altri motivi e, dispiace dirlo, sebbene la squadra sia in una situazione sportiva devastante il derby di domenica prossima in casa della Cremonese è l'ultimo dei problemi di via Gorra. Quali sono i primi? Vediamoli con ordine.
FALLIMENTO - Andiamo a grandi passi verso la sentenza del primo febbraio, che decreterà o meno il fallimento del Piacenza Calcio dopo che nel primo incontro in Tribunale, avvenuto il 21 dicembre, il giudice aveva deciso di concedere poco più di un mese - ovvero la finestra di calciomercato - per sanare il bilancio. Garilli ha quindi aperto un aumento di capitale libero, l'idea era quella di raccogliere 5 milioni di euro ma alla sua porta non si è fatto vivo nessuno se non la misteriosa società - per il momento sconosciuta - che effettivamente ha avuto due incontri con i legali del club (al primo del 27 dicembre è seguito il secondo della scorsa settimana) e potrebbe formulare un offerta già in questa settimana. Ma questo è un discorso diverso, le bocche in via Gorra sono cucite, e per il momento si prosegue come se nulla fosse. In questa direzione è da leggere la partenza di Andrea Parola, uno degli stipendi più pesanti per il Piacenza, e l'arrivo di ragazzi dal costo molto inferiore, l'ultimo in ordine di tempo è Dario Campagna che fa da preludio alla partenza di Stefano Avogadri. Ma non è solo sfoltendo la rosa che Fabrizio Garilli e Molinari vogliono migliorare i conti da presentare al tribunale: nella riunione del cda della scorsa settimana lo stesso Garilli ha annullato il credito di 1,5 milioni che aveva contratto nei confronti della società negli ultimi anni (a causa del continuo ripianare il rosso di bilancio al 30 giugno), una mossa che non porta soldi freschi ma contribuisce notevolmente ad alleggerire la situazione debitoria e quindi rende più accettabili i conti. Tuttavia la tegola del decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per il caso Kharja non gioca a favore dei biancorossi, inoltre ieri è stata deposta in Tribunale proprio un'altra istanza di fallimento dall'avvocato Gian Andrea Pilla per l'affare Kharja. Essendo stato il giocatore venduto a una cifra superiore al milione di euro (2.750.000) il procuratore pretende che gli venga corrisposta appunto la cifra di un milione di euro - secondo gli accordi -, la vertenza è in piedi da tempo e adesso, vista la provvisoria esecutività del pignoramento, è stata presentata un'istanza del fallimento. La seconda istanza di fallimento invece pare sia stata presentata per il caso Tulli. Dopo la rescissione del contratto al creditore si sarebbero dovuti versare 50mila euro che invece non sono stati versati. In entrambi i casi il Piacenza si è avvalso di consulenze esterne, rimane di fatto però che sono piovuto altre due istanze di fallimento.
CESSIONE - Forse sì. Forse no. Chi lo sa? Il dato di fatto è che gli incontri col legale rappresentante di questa società sono avvenuti, e sono stati due. Le notizie che filtrano sono risicate e si rischia, memori di quello che accadde nella cessione estiva dell'Italiana Srl, di dire delle cose scorrette, fermo restando che gli incontri sono avvenuti. Da quanto si conosce questa società potrebbe presentare un'offerta già in questa settimana e sarebbe di finanziamento per poi subentrare alla proprietà nel corso della prossima stagione. Anche qui però bisogna fare i conti col decreto ingiuntivo del caso Kharja che potrebbe rappresentare un serio ostacolo per la positiva risoluzione di questa partita che si gioca su un altro binario. Si aspettano novità.
DERBY - Una parola la spendiamo per il derby di ritorno e la scellerata decisione (ma preventivabile) di vietare la trasferta ai non possessori della Tessera del Tifoso. Siamo favorevoli a tutte le iniziative volte a rendere lo stadio un posto più sicuro, non possiamo essere invece che fermamente contrari a quelle iniziative - e la Tessera del Tifoso è una di queste - che uccidono di fatto lo spirito dello stadio. A Piacenza non c'erano i Cremonesi, a Cremona non ci saranno i piacentini. Alcuni si organizzeranno per andare lo stesso fuori dallo Zini, ma il derby è tale perché così lo rendono i supporter all'interno dello stadio stesso a colpi di coreografia e di cori. Il derby, sarebbe bene ricordare, è una partita speciale perché i tifosi la rendono speciale con la loro rivalità. In sostanza il "non è una partita come le altre" è frutto del clima creato dai tifosi ma se teniamo questi fuori dallo stadio allora non ha più senso definirla una partita speciale ma diventa un semplice turno di campionato.
[Fonte: Sport Piacenza]
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