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Ravennati a Lanciano: la prima assoluzione PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Luglio 2011 15:00

Nel dicembre 2009 si giocava Lanciano-Ravenna. Erano i primi tempi in cui cominciavano a stringersi le maglie della repressione e sempre più trasferte venivano vietate ai tifosi ospiti.
In quell'occasione specifica, il motivo ufficiale per la trasferta vietata ai tifosi giallorossi, era per inadempienze strutturali dello stadio "Biondi" di Lanciano, il cui settore ospiti risultava "non a norma". In barba al veto posto dalla Prefettura di Chieti, 12 tifosi romagnoli partirono ugualmente ed arrivarono nella città frentana, dimostrando fattivamente che non si può impedire la libera circolazione dei cittadini sul territorio italiano.
Sfidare e mettere così platealmente in imbarazzo le istituzioni e le loro norme ridicole, evidenziare quanto sia ridicolo affrontare la gestione dell'Ordine pubblico con diktat e minacce, costò però caro ai 12 ravennati, denunciati dalle autorità per "violazione delle disposizioni previste dalla legge in materia di ordine e sicurezza pubblica".
Queste stesse leggi in materia di sicurezza pubblica, hanno creato un pericoloso corto-circuito in cui l'autorità esecutiva si arroga spesso il diritto di sostituirsi a quella giudiziaria, tanto che il confine tra i due è diventato davvero labilissimo. Quando però, in seguito alle denunce si finisce per comparire davanti ad un giudice, viene fuori in maniera impietosa quanto queste leggi siano liberticide e fuori dalla stessa logica del diritto.
Giunge notizia da Ravenna nelle ultime ore (notizia ovviamente ignorata dai media, per i quali gli ultras fanno comodo solo quando denunciati o condannati e vanno ignorati quando assolti, in modo da alimentare il mito del mostro cattivo...) che il primo dei 12 di Lanciano ad esser giudicato, è stato assolto dal Tribunale di L'Aquila. Vista la pretestuosità delle accuse mosse, non è difficile sperare in altrettante assoluzioni per i restanti ragazzi: per scaramanzia ci limitiamo a sperarlo e restiamo in attesa di notizie certe prima di cantar vittoria.
Un primo passo è stato mosso: auguri al primo dei 12 per la ritrovata libertà. Non ci resta che augurarci (e augurar loro) che sia solo il primo di una lunga serie.